L’Associazione degli ex parlamentari contesta la recentissima decisione del Consiglio di giurisdizione della Camera contestando la “legittima aspettativa” come diritto fondamentale di ogni cittadino
AGI – “Nessun cittadino può essere penalizzato per il passato, come ha più volte ribadito la Corte Costituzionale” e partendo da questo presupposto l’Associazione degli ex parlamentari contesta la recentissima decisione del Consiglio di giurisdizione della Camera, paventa “un precedente inquietante per tutti i pensionati” e anticipa “iniziative anche eccezionali a tutela dei diritti fondamentali del cittadino”.
“L’alta Corte ha stabilito più volte in misura del tutto temporanea ed eccezionale può essere effettuato un intervento retroattivo ed è ammessa una riduzione di qualunque stipendio e di qualunque indennità per un massimo di tre anni” sottolinea l’Associazione che rappresenta gli ex parlamentari, rilevando che “il Consiglio di giurisdizione della Camera dei Deputati ha rigettato i ricorsi presentati dagli ex deputati in materia di vitalizi i quali chiedevano appunto l’applicazione di questo principio elementare del diritto” e che “la sentenza è quindi in contrasto palese con le decisioni della Corte Costituzionale che ha stabilito più volte in maniera costante che il principio della ‘legittima aspettativa’ è il presupposto dello Stato democratico e dello Stato di diritto”.
“È la prima volta dall’avvento della Costituzione del ’48 che un organo giurisdizionale, come è il Consiglio di giurisdizione all’interno della Camera dei Deputati, contravviene a questi sacrosanti principi ed è la prima volta che un cittadino italiano viene penalizzato per il passato retroattivamente e indiscriminatamente, il che potrebbe costituire un precedente inquietante per tutti i pensionati”, si avverte.
“L’Associazione degli Ex Parlamentari condivide in queste ore l’allarme di tanti che sono colpiti nei loro diritti di cittadini, e pertanto riconferma la necessita’ di valorizzare ed esplicitare il ruolo e l’autonomia del parlamentare e del Parlamento in linea con gli orientamenti del Parlamento Europeo.
La sentenza – si legge ancora nella nota – collide con principi consolidati del nostro ordinamento italiano ed europeo e quindi non proviene da un giudice terzo ma politicamente orientato contro chi ha servito il Paese e ha rispettato la Costituzione e le istituzioni avendo come legittima aspettativa il rispetto del suo ruolo e della funzione che continua a svolgere”.
“Gli interessati di fronte a queste violazioni costituzionali – si anticipa dunque – non potranno non attivarsi in tutte le sedi consentite, con iniziative anche eccezionali a tutela dei diritti fondamentali del cittadino”.
P.S.= Sono sordomuto e mi hanno tolto il reddito di cittadinanza dopo due anni, assegno di inclusione respinto (Governo Meloni), pensione di reversibilità (modificata da ex Governo Renzi) quindi adesso siamo pari !