Cobas Scuola e Cobas Asacom Scuola sono scesi in piazza ieri (25 giugno), a Catania, Palermo, Siracusa e in molte altre città d’Italia, gridando stop alla didattica a distanza e al precariato degli assistenti all’autonomia e/o alla comunicazione.
Scuola di qualità e in sicurezza a settembre
In questo periodo di emergenza, docenti, assistenti, personale ATA, studenti e famiglie hanno mantenuto vivo il dialogo tramite la didattica a distanza.
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“Ma la scuola è un’altra cosa – spiega Elisabetta Sapuppo, portavoce del gruppo Cobas Asacom Scuola di Catania -. È relazione, empatia, contatto, non è addestramento e si può fare solo in presenza. Bisogna far sì che in classe gli studenti acquisiscano il sapere necessario per partecipare criticamente ai processi storico- sociali”.
Ecco alcune delle proposte per far ripartire a settembre la scuola in sicurezza: ridurre il numero di alunni per classe (massimo 15); avviare un piano straordinario per l’edilizia scolastica per ristrutturare i locali in uso e individuarne nuovi; investire risorse per almeno 15 miliardi di euro; assumere tutti i precari, docenti e ATA, con tre anni di servizio; ripristinare le lezioni di 60 minuti (e non di 40, come annunciato); ridare centralità alle esigenze degli alunni diversamente abili, tra i più discriminati dalla didattica a distanza; garantire l’internalizzazione degli Asacom nel Miur.
“Siamo fieri di lavorare quotidianamente in équipe con gli insegnanti di sostegno e curriculari per favorire l’inclusione degli studenti con disabilità fisica, psichica e sensoriale – conclude Elisabetta Sapuppo -. Adesso chiediamo che la nostra figura professionale, fondamentale nel mondo della scuola, prevista già dal DPR 616/1977 e dalla legge 104/1992, possa essere assunta direttamente dal Miur, piuttosto che essere periodicamente “agganciata” a cooperative o alla Città Metropolitana di Catania. In questo modo, potremo garantire un servizio continuativo e di qualità ai nostri ragazzi”.
ALESSANDRA MERCURIO
Addetto stampa Cobas Asacom Scuola