Da mercoledì 11 agosto, dopo un anno e mezzo di chiusura, sarà possibile ammirare nuovamente le sale che ospitano i 250 reperti a soggetto erotico ritrovati durante gli scavi nelle città vesuviane di Pompei ed Ercolano
NAPOLI – Torna visibile al pubblico, da mercoledì 11 agosto, il Gabinetto Segreto del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Le sale riservate ai soggetti erotici provenienti dagli scavi di Pompei ed Ercolano, non più fruibile da febbraio 2020, sin dai primi momenti, dunque, della pandemia di Coronavirus, vengono restituite al pubblico “grazie all’applicazione delle nuove disposizioni sul Green Pass, in modo che possa essere garantito un percorso da vivere in tutta sicurezza” – spiega una nota del museo.
Il Gabinetto Segreto, tra censure e chiusure
Il Gabinetto, che occupa le sale 62 e 65, al piano ammezzato del museo, è una sezione che vede esposti reperti a sfondo esclusivamente erotico e sessuale. Il nome venne assegnato alla collezione dai re Borbone di Napoli. All’epoca le sale erano riservate esclusivamente a “persone di matura età e di conosciuta morale”.
In seguito la collezione fu anche denominata “Gabinetto degli oggetti riservati” o “osceni” o “pornografici”. Dopo i moti del 1848 il Gabinetto, considerato simbolo delle libertà civili e di espressione, venne censurato poiché ritenuto “politicamente pericoloso”. Fu addirittura proposta la distruzione dei reperti “lascivissimi”, con il fine di salvaguardare la reputazione della casa reale. La collezione non fu distrutta, tuttavia venne chiusa ai visitatori. Il culmine della censura si raggiunse nel 1851, anno in cui la collezione fu definitivamente sigillata. Su ordine di Garibaldi, nel 1860, tornò fruibile al pubblico, per poi essere nuovamente censurata con il regno d’Italia, culminando durante il ventennio fascista e allentandosi solo dopo il 1971.
La collezione venne riallestita e aperta definitivamente al pubblico nell’aprile del 2000.
Giulierini: “Un dono simbolico a cittadini e turisti per Ferragosto”
La riapertura delle sale è “Un dono simbolico a cittadini e turisti presenti in città a Ferragosto” – ha affermato il Direttore del MANN, Paolo Giulierini. Le visite si potranno effettuare in gruppi di 8 persone al mattino (ore 9-14), tutti i giorni ad eccezione del martedì, in cui il museo è chiuso per riposo settimanale.
Le mostre e le altre collezioni
Anche domenica 15 agosto il Mann si potrà visitare con i consueti orari (9-19.30). Dopo aver ammirato i centosessanta reperti presentati nel Salone della Meridiana con la grande mostra “Gladiatori“, è da non perdere, nelle sezione Preistoria e Protostoria, l’esposizione “Moebius. Alla ricerca del tempo”, dedicata a Jean Giraud, celebre nel mondo del fumetto e dell’arte con lo pseudonimo di Moebius. L’evento, promosso in rete con COMICON, è stato realizzato nell’ambito del progetto universitario Obvia-Out of boundaries viral art dissemination.
Superate le sale della Sezione Preistoria e Protostoria, è possibile ammirare “La Piana Campana, terra senza confini” che presenta ottocento reperti, in parte inediti, che abbracciano un arco temporale che va dall’Età del Bronzo al III sec. a.C.
Nel Braccio Nuovo del Museo ai più piccoli è dedicata “Gladiatorimania” e l’ installazione “Gladiatori di carta” di Sara Lovari e Mauro Maurizio Palumbo.
Gli appassionati di arte contemporanea, infine, possono ritrovare, nella collezione Farnese, le creazioni di “P. P. P. Possibile Politica Pubblica” di Sasha Vinci, mentre nelle sale 94 e 95 è in programma, sino al 30 settembre, “Leib_corpo vivente” di Danilo Ambrosino.